Benefici finanziari con obiettivi sostenibili

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La sensibilità del mondo economico e finanziario nei confronti dei temi legati alla Sostenibilità è sempre maggiore, come dimostrato anche dal recente vertice COP26 tenutosi a Glasgow.

Tale nuovo approccio si riflette anche nel modo in cui il mondo bancario valuta le imprese, tanto che già oggi i principali istituti bancari stanno offrendo prestiti finalizzati ad investimenti in materia non solo di Sostenibilità Ambientale, ma anche di Sostenibilità Sociale e di Governance, concedendo alle imprese benefici finanziari o di rating al raggiungimento di determinati obiettivi condivisi, denominati KPI (Key Performance Indicator), quali (a titolo puramente esemplificativo)

in ambito ambientale

  • Aumento della quota di energia proveniente da fonti rinnovabili
  • Scelta di una catena di fornitori completamente green

in ambito sociale

  • Sostegno alla comunità locale (volontariato, donazioni, etc…)
  • Sviluppo di programmi che prevedano il coinvolgimento di clienti e fornitori su temi sociali
  • Promozione della partecipazione femminile (ad esempio programmi di assunzione dedicati al genere femminile)

in ambito governance

  • Sviluppo di programmi welfare a favore dei propri dipendenti
  • Promozione della parità di genere nelle posizioni dirigenziali
  • Programmi di formazione dei propri dipendenti su temi ambientali e sociali

E non si parla solo di forme di finanziamento tradizionali: le imprese hanno la possibilità di emettere veri e propri “minibond sostenibili”, legati a progetti ambientali e sociali sui quali concentrare gli investimenti.

Sarà quindi necessario che le imprese riescano a dimostrare e comunicare all’esterno il raggiungimento di tali obiettivi e la maggiore attenzione posta in ambito ESG (Environmental, Social and Governance), anche in considerazione degli ulteriori vantaggi che ne potrebbero derivare:

  1. Rafforzare il rapporto con i clienti: sia i clienti più importanti (di grandi dimensioni e spesso internazionali) che i piccoli consumatori sono sempre più attenti e premiano le buone pratiche nel campo della sostenibilità, dimostrandosi disposti a riconoscere un maggior valore al prodotto e al servizio offerto da quelle imprese (e conseguentemente ad “accettarne” il maggior prezzo rispetto ad imprese concorrenti);
  2. Rafforzare il rapporto con gli stakeholders (istituzioni locali, dipendenti e società in generale) mediante la diffusione della “cultura della responsabilità sociale”;
  3. Opportunità di aggregazione: imprese animate dagli stessi principi etici, sociali e ambientali, riconoscendo in altre imprese lo stesso livello di rendicontazione di sostenibilità, sono naturalmente portate verso l’attivazione di rapporti di tipo sinergico o aggregativo;
  4. Rafforzare il rapporto con il personale: una migliore reputazione aziendale favorisce un’efficace politica di reperimento di risorse qualificate e motivate nonché un clima di lavoro più disteso e, allo stesso tempo, più incentivante a beneficio della produttività aziendale;
  5. Migliore valutazione da parte della Pubblica Amministrazione: negli appalti pubblici e negli strumenti di finanza agevolata le buone pratiche in tema di sostenibilità costituiscono un fattore distintivo che incide positivamente nel processo di valutazione da parte della Pubblica Amministrazione;
  6. Differenziarsi dalla concorrenza: soprattutto tra le Piccole e Medie Imprese, sono ancora poche le realtà in grado di comunicare i propri obiettivi di sostenibilità in maniera efficace, quindi un’azienda virtuosa può differenziarsi dalle altre, potenziando la propria immagine.