La programmazione e il controllo dei flussi finanziari

L’attuale contesto in cui operano le aziende è complesso: il freno all’imprenditoria non va genericamente ascritto alla carenza di idee, le eccellenze imprenditoriali del nostro Paese hanno sempre dimostrato quanto siano state illuminate le scelte assunte da un’ampia platea di imprenditori che hanno saputo creare con i propri marchi un inequivocabile segno di pregevolezza a livello internazionale e che marchi pur meno conosciuti a livello globale hanno saputo portare la nostra qualità e precisione aprendo nicchie di mercato difficilmente aggredibili.

Il freno all’imprenditoria non va spesso ascritto neanche alle difficoltà del mercato. Essendo il prodotto delle nostre aziende spesso molto particolare e inimitabile nella completezza, le flessioni economiche degli ultimi quindici anni hanno sì pesato, ma non in modo schiacciante.

Il freno all’imprenditoria è invece il frutto spesso di carenze sotto il profilo finanziario sia a livello di programmazione che a livello di controllo: i recenti avvenimenti pandemici sono tornati a rendere attuale, per non dire prevalente, il tema dell’equilibrio finanziario. La flessibilità durante quest’ultimo anno dimostrata dal mondo bancario grazie alle disposizioni legislative che hanno consentito l’erogazione di finanziamenti a condizioni decisamente interessanti, anche in presenza di equilibri aziendali incerti, difficilmente potrà ripetersi nel medio periodo.

Le opportunità però cresceranno, non solo per via degli ingenti fondi comunitari in arrivo, ma anche per lo sviluppo tecnologico e l’innovazione imprenditoriale che le nuove linee guida economiche e commerciali mondiali stanno tracciando.

Questi aspetti rendono essenziale l’obiettivo di impostare con ferma determinazione le corrette logiche finanziarie sia sotto il profilo organizzativo che sotto il profilo quali-quantitativo.

Per questo, è fondamentale fornire all’imprenditoria e al management importanti spunti di riflessione e logiche di attività nell’area finanziaria funzionali a rendere l’azienda solida nella sua competitiva dinamicità.

In presenza di un mercato sano, non gravato da sofferenze finanziarie pregresse o correnti, ai valori di ricavo rilevati a conto economico corrispondono altrettante entrate finanziarie, così come ai valori di costo rilevati a conto economico corrispondono altrettante uscite finanziarie. In un mercato sano, quindi, il segno positivo dei risultati economici espressi nel budget o nei dati consuntivi, è potenziale sintomo di segno positivo dei flussi di cassa derivanti dall’attività operativa.

La crisi economica che ha investito una moltitudine di settori ha tuttavia portato le imprese a non poter più contare in maniera stabile su gestioni economiche sicuramente redditizie. Risultato conseguente: un possibile impoverimento dei flussi di cassa operativi che ha generato un effetto a catena lungo l’intera filiera.

L’imprenditore ed il management per lui non possono perciò navigare a vista, ed ora men che meno sotto il profilo finanziario. Tenendo presente che senza adeguati schemi e flussi informativi che interpretino i fenomeni, o che programmino l’azione futura, la finanza rischia di non poter essere correttamente gestita.