M&A Advisory per le PMI

La fusione e acquisizione tra PMI in Italia è aumentata nel 2021

Dopo un 2020 inevitabilmente segnato dalla pandemia, il 2021 ha fatto registrare in Italia l’attività di investimento, così da diventare un anno record per le operazioni di fusione e acquisizione sia in termini di numero di operazioni che di controvalore.

La novità sta nell’ingresso nell’arena delle PMI, non solo come oggetto di acquisizione ma anche come acquirenti.

Le acquisizioni posso perseguire diversi obiettivi, quali:

  • aumentare la quota di mercato rilevando un concorrente;
  • crescere in nuove linee di business;
  • ottenere e sfruttare marchi, brevetti…;
  • integrare le proprie capacità produttive realizzando economie di scala.

La maggior parte di questi obiettivi potrebbero essere conseguiti anche attraverso uno sviluppo organico, senza passare da operazioni di M&A. Tuttavia, riposizionare una società utilizzando solo le risorse e il background interni potrebbe richiedere un impegno lungo e complesso.

Guardando invece al caso di una società alla ricerca di acquirenti o investitori, le ragioni sottostanti all’operazione di M&A possono essere varie, quali:

  • beneficiare dell’elevata valutazione riconosciuta dai potenziali acquirenti per determinati settori, tecnologie o mercati;
  • le aziende a conduzione familiare magari si devono confrontare con problemi di successione che devono essere risolti sostituendo l’imprenditore;
  • le imprese in declino possono dover assumere decisioni difficili per sopravvivere, alleandosi con altre aziende o cedendo l’attività a terzi.

Tematiche ambientali, sociali e di governance rimarranno sempre centrali nelle operazioni di M&A, combinate con le più recenti sfide sulla supply chain e sui costi energetici in rialzo. Le aziende avranno anche un’opportunità in più offerta dai fondi del Pnrr attraverso i quali potranno investire per innovare e digitalizzare i propri processi produttivi, aumentando la competitività, l’efficienza e la sostenibilità della filiera produttiva

Spesso le parti in causa non ingaggiano alcun professionista specializzato all’inizio del processo; le PMI, inoltre, potrebbero non disporre internamente delle competenze e delle connessioni necessarie per trovare controparti nei loro progetti di acquisizione o cessione. In queste situazioni, può essere utile ingaggiare avvalersi di una consulenza specializzata nelle varie fasi del percorso, in particolare per:

  • Pianificare e progettare l’operazione;
  • Condurre la due diligence a 360°;
  • Individuare le determinanti del valore;
  • Predisporre la documentazione nelle varie fasi del progetto
  • Coordinare l’intero processo e di tutti i soggetti coinvolti;
  • Gestire gli adempimenti fiscali, societari e contabili;
  • Individuare gli aspetti peculiari dell’operazione straordinaria in contesti di crisi d’impresa;
  • Valutare le diverse opzioni in caso di passaggi generazionali.

La disponibilità di un esperto può risultare la chiave di volta per vincere nei processi competitivi se non addirittura per generare opportunità che ancora non sono sul mercato.

Si lavorerà in team con l’imprenditore o il management, i titolari ultimi del progetto: costoro saranno sempre aggiornati sul processo, così da sovrintenderlo in vista dell’obiettivo di fusione, acquisizione o cessione che desiderano perseguire. Il coinvolgimento costante e il lavoro congiunto con i consulenti M&A non solo renderanno la transazione chiara, fluida e facile, ma miglioreranno anche il bagaglio di competenze aziendali consentendo nuove esperienze e apprendimenti.

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